P. Yánkuam SDB – 14 volumi della sua vita missionaria

di Roberto Carrasco, OMI

Come parte dello stage giornalistico vissuto a Quito/Ecuador tra luglio ed agosto scorso, ho potuto visitare don Juan Bottasso SDB, direttore dell’Archivio Storico Salesiano in Ecuador. Con lui ho avuto l’anno scorso un bellissimo dialogo sulla vita e la testimonianza del P. Luigi Bolla, missionario salesiano tra gli Achuar dell’Ecuador e Perù, molto conosciuto come Yánkuam. Sensa dubbio, era un eccezionale maestro della missione tra i popoli indigeni nell’Amazzonia e un vero paradigma del dialogo interculturale.

Yánkuam: Un missionario che ha avuto, con grande spontaneità e rispettando specialmente la cultura, una meravigliosa e particolare esperienza missionaria acculturando il Vangelo nella realtà dei popoli della Amazzonia.

Per più di 40 anni che P. Luigi Bolla documentó con molta pazienza la vita, le illusioni e la gioia della sua vita tra gli Achuar; fu un missionario che spesso ha raccontato la sua vita e contatto con il popolo ecuadoriano e peruviano in questa parte dell’Amazzonia.

Come risultato di questo sforzo e di questa testimonianza inestimabile, don Juan Bottasso SDB ha potuto raccogliere tutti gli scritti che compongono quattordici volumi pubblicati nel luglio scorso.

Ogni volume contiene un numero notevole di pagine che danno un vero contributo tanto alla Missiologia come alla Comunicazione Interculturale.

Foto: materiale che don Juan Bottasso mi ha dato affinché diventasse un motivo per leggere e studiare

Il lavoro di P. Yánkuam è anche – infine – il frutto di una missione come dialogo e di una pratica di dialogo profetico che in questo tempo fino oggi rivela un paziente ascolto e una osservazione compassionevole.

Quando ho cominciato a leggere la vita di P. Yánkuam, mi è venuto il desiderio di farne uno dei miei argomenti di ricerca. Come lui, sono pochi missionari che hanno scritto tanto: dizionari, opere etnografiche, traduzioni della Bibbia alla lingua locale; però soprattutto ha scritto il suo diario personale.

Ho questo volume con me. In questi mesi ho cercato la pubblicazione di questi volumi. Grazie mille don Juan Bottasso per affidarmi queste opere.

Penso che in questo contesto del Sinodo della pan Amazzonia che sta aprirsi, la proposta del P. Yánkuam insieme a quella del P. Juan Marcos Coquinche OFM sia veramente un modello che la Chiesa son volto indigeno sta cercando nella Amazzonia.

Stage giornalistico nella REPAM

“Questo tempo nella REPAM è l’inizio di NUOVI CAMMINI oblati come missionario”

di Roberto Carrasco, OMI

Tra luglio ed agosto del 2018 nella città di Quito/Ecuador ho avuto la bella esperienza di fare uno stage (“internship”) giornalistico presso la “Rete Ecclesiale Pan amazzonica – REPAM”. Questa rete è un organismo costituito nel settembre del 2014 a Brasilia con l’obiettivo di collegare il lavoro che Chiesa sta facendo in tutti i Paesi che compongono l’Amazzonia. Si tratta di rispondere alle grandi sfide che ha la Chiesa cattolica presente in queste terre dell’America Latina. Questa rete nasce come una risposta alla ricerca che la Chiesa sta attuando nella evangelizzazione tra i popoli che abitano questa immensa regione del mondo.

 

Vari momenti vissuti con la REPAM

Nella Lettera Enciclica “Laudato Si’”, la REPAM ha trovato una sufficiente motivazione per articolare il lavoro missionario della Chiesa in temi come: promozione dei diritti umani, alternative di sviluppo, comunicazione, ricerca, etc. È una iniziativa ecclesiale nata nell’Amazzonia per proteggere il creato e coloro che lo abitano. «La REPAM – afferma il cardinale Peter Turkson, Prefetto del dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale della Santa Sede – è concepita per farsi uno strumento che serve in diversi gamme, come la giustizia, la legalità, la promozione e tutela dei diritti umani, la cooperazione tra Chiesa ed istituzioni pubbliche in diversi livelli, la prevenzione dei conflitti, lo studio e diffusione dell’informazione, lo sviluppo economico inclusivo ed equo, l’utilizzo responsabile e solidale delle risorse naturali, nel rispetto della Creazione, la preservazione delle culture e dei modi di vita tradizionale dei vari popoli».

Grazie al cardinale Pedro Barreto SJ che, orientando le mie preoccupazioni mi incoraggiò a fare la mia pratica professionale nell’area delle comunicazioni della REPAM, ho potuto inserirmi maggiormente nel compito che ha tutto il gruppo di professionisti, laici e missionari, della REPAM fino alla prossima Assemblea speciale dei Vescovi per la Amazzonia, convocata il 15 ottobre 2017 da Papa Francesco e che avrà luogo nell’ottobre del prossimo 2019. Un Sinodo che cerca nuovi cammini per la Chiesa e per una ecologia integrale.

Insieme a Daniela Andrade, responsabile dell’area delle comunicazione della REPAM, mi sono unito agli sforzi e lavori in vista della campagna internazionale per “Amazzonizare” la Chiesa, sviluppando dei contenuti di comunicazione, preparando messaggi che spingano alla consapevolezza e alla comprensione dei temi del documento preparatorio per il sinodo pan amazzonico del 2019. Si sono anche enucleate delle strategie per pianificazione e impostazioni che si elaborano in ogni Assemblea territoriale come parte di questo processo pre-sinodale; in queste assemblee vi è la partecipazione di vescovi, sacerdoti, missionari, suore, laici, popoli indigeni, organizzazioni civili ed istituzioni che si preoccupano della situazione di tutta la pan Amazzonia.

Percorrere i vicariati apostolici di Puyo, Tena, Napo, Méndez, Zamora, Aguarico e Sucumbíos nell’Amazzonia ecuadoriana, facendo interviste, reportage e cronache, scambiando esperienze formative, sia con operatori di pastorale della comunicazione sia con la popolazione che abita in terre amazzoniche, mi ha permesso di impegnarmi di più nel compito che Papa Francesco ha chiesto alla Chiesa nel giorno in cui ha convocato l’Assemblea speciale dei Vescovi per la Amazzonia del 2019: «Scopo principale di questa convocazione è individuare nuove strade per l’evangelizzazione di quella porzione del Popolo di Dio, specialmente degli indigeni, spesso dimenticati e senza la prospettiva di un avvenire sereno, anche a causa della crisi della foresta amazzonica, polmone di capitale importanza per il nostro pianeta».

Senza dubbio, per me come missionario, questo tempo trascorso alla REPAM è l’inizio di NUOVI CAMMINI per gli Oblati.

Roma, 29 de settembre 2018.